
Progettare e produrre soluzioni espositive su misura in grado di rivoluzionare l’esperienza in-store e massimizzare il sell-out all’interno della grande distribuzione. È questo il core business di Display Masters, divisione specialistica della T3 Progetti S.r.l., che ha firmato una delle più complesse commesse internazionali nel settore dei power tools: la realizzazione e distribuzione di oltre 350 isole interattive destinate al marchio WORX del gruppo Positec, installate capillarmente nei colossi del bricolage europeo come OBI, Leroy Merlin e Bauhaus.
L’operazione ha registrato risultati commerciali senza precedenti, generando un incremento netto delle vendite fino al +300% nei punti vendita coinvolti.
L’intervento di Display Masters ha trasformato la classica esposizione di elettroutensili a batteria – come trapani, avvitatori e seghetti alternativi – in una vera e propria macchina multimediale e dinamica. L’azienda ha curato l’intero ciclo del progetto partendo dal concept iniziale del cliente, affrontando la sfida di ingegnerizzare un sistema meccanico ed elettronico mai visto nei negozi e risolvendo, al contempo, un enorme collo di bottiglia logistico legato ai trasporti su scala europea.

L’interattività sul punto vendita: la “giostra” dei power tools
Il fulcro dell’installazione è un’imponente isola espositiva flagship che misura 4 metri di lunghezza per 2 metri di larghezza. La struttura accoglie 12 postazioni o celle dedicate, all’interno delle quali sono alloggiati in modo ordinato i diversi attrezzi a batteria.
L’elemento di “rottura” tecnologica è rappresentato da un monitor scorrevole installato su una speciale rotaia che attraversa orizzontalmente l’intera lunghezza del banco.
Quando l’utente si avvicina all’isola, può impugnare i comandi dello schermo e farlo scorrere lungo la guida. Grazie a un sistema di prossimità basato sulla tecnologia RFID – che funziona con un meccanismo analogo a quello di uno skipass – il monitor rileva in automatico il prodotto davanti al quale è stato posizionato. In quel momento parte un video dedicato che illustra in tempo reale le specifiche tecniche, le potenzialità e le applicazioni pratiche di quello specifico attrezzo. Una volta completata la sessione informativa, il cliente può prelevare direttamente il packaging del prodotto per l’acquisto immediato, stivato strategicamente nella parte inferiore dell’espositore.
Secondo i dati analizzati sul campo, il balzo del 300% sul sell-out si poggia su tre pilastri commerciali e psicologici:
- L’impatto visivo della struttura: Le dimensioni straordinarie dell’isola e il grande marchio posizionato nella parte alta catturano lo sguardo del consumatore anche all’interno degli immensi spazi della GDO.
- La curiosità spontanea: L’insolita combinazione tra un banco hardware e uno schermo mobile stimola l’interesse e spinge le persone ad avvicinarsi per capire il funzionamento della struttura.
- L’engagement e l’interazione diretta: Il potenziale acquirente smette di essere uno spettatore e diventa un attore che “prende in mano la cloche” di questa giostra multimediale, scoprendo i prodotti attraverso un’esperienza d’acquisto inedita.
Engineering complesso: 210 disegni e tre prototipi

La transizione dal concept iniziale alla realtà industriale ha richiesto uno sforzo di sviluppo imponente. Il dipartimento di Ricerca e Sviluppo di Display Masters ha lavorato per due mesi, elaborando ben 210 disegni tecnici e realizzando tre successivi prototipi di prova prima di arrivare alla configurazione definitiva.
La complessità del progetto è legata alla necessità di far convivere la solidità strutturale del mobile con la precisione millimetrica di una macchina meccanica ed elettronica. Per garantire lo scorrimento fluido del monitor ed eliminare gli attriti sulla rotaia, il team tecnico ha dovuto progettare e fabbricare carrucole e sistemi di trazione interamente su misura.
La vera svolta ingegneristica è avvenuta però in corso d’opera, modificando radicalmente i materiali di costruzione. Originariamente l’espositore era stato concepito interamente in legno, diviso in quattro macro-moduli da assemblare in negozio. Questa configurazione iniziale rendeva i costi di trasporto insostenibili: i volumi generati dai blocchi preassemblati permettevano di stivare pochissime unità per ogni TIR, spingendo l’azienda a ripensare da zero il design industriale dell’isola.
Logistica preventiva e abbattimento dei volumi
Display Masters ha azzerato il progetto iniziale sviluppando una seconda versione dell’isola. Introducendo componenti strutturali in metallo e ingegnerizzando un sistema completamente smontabile (knock-down), l’azienda è riuscita a scomporre l’intera struttura da 4×2 metri all’interno di 9 scatole distinte. L’intero kit è stato ottimizzato per essere pallettizzato su un unico bancale standard da 80×120 centimetri.
Questo approccio di logistica preventiva ha generato un impatto economico e ambientale drastico, massimizzando l’efficienza di stivaggio dei vettori di trasporto.
Per l’installazione nei singoli punti vendita – in particolare per le oltre 350 unità distribuite capillarmente nella rete OBI in Germania – sono state mobilitate squadre di montatori specializzati che hanno assemblato le macchine seguendo le istruzioni tecniche fornite dalla casa madre.

L’operazione condotta per il brand WORX mette in luce il vantaggio competitivo di Display Masters sul mercato del retail marketing: l’azienda ha dimostrato la capacità di accettare sfide complesse e multidisciplinari, uscendo dai canoni classici del semplice fornitore di arredi per agire come un partner ingegneristico in grado di fondere meccanica, elettronica in movimento e carpenteria.
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